Sentimenti: c’è chi non li ha

Quante volte ci siamo imbattuti in persone che dopo una conversazione, dopo un dibattito o dopo qualsiasi forma di comunicazione verbale sembrano non provare emozioni?. Quante volte tiriamo le somme e affermiamo perplessi: “questo\a non ha proprio sentimenti. E’ impassibile. Ha sangue freddo da vendere. E’ freddo come il ghiaccio  (magari rivolto proprio ad una donna).

Bhè partiamo da una spiegazione scientifica sul significato di sentimenti ed emozioni. Queste ultime sono degli stati d’animo ai quali segue uno schema motorio  articolato condotto e governato da sostanze chiamate neurotrasmettitori (adrenalina, noradrenalina, dopamina…) secondo un soggettivo tono emozionale di base (sensibilità agli stimoli emotigeni che varia in ognuno di noi); i sentimenti sono invece delle vere e proprie registrazioni di quella precisa emozione e tanto più sarà intensa l’informazione trasmessa dai neuromodulatori allertati dall’amigdala, tanto rimarrà impressa nella nostra memoria.

Dunque i sentimenti avranno come alleato proprio l’ippocampo (parte del sistema limbico deputato alla memoria) che avrà in futuro un ruolo determinante nel far riaffiorare un determinato sentimento ogni qual volta l’emozione la farà rievocare (anche solo immaginariamente per associazione).

Come dicevo chi di noi non ha almeno una volta esclamato le frasi di cui sopra? Abbiamo appurato che da materia solida e organica quale è il nostro cervello, scaturiscono pensieri intangibili tanto che a volte possiamo riscontrare un disturbo che consiste in un deficit della consapevolezza emotiva: l’alessitimia. Ovvero un “difetto funzionale” proprio dell’amigdala che in determinate persone è responsabile del mancato riconoscimento dei sentimenti pur provando a livello organico-motorio le conseguenze dell’emozione che si sta vivendo.

E’ un  processo psichico che induce l’incapacità di mentalizzare e simbolizzare l’emozione. Questa  viene vissuta per via somatica (direttamente sul corpo e senza elaborazione mentale), e non interpretata cognitivamente, né concettualizzata per immagini mentali o parole che la sintetizzino e contengano. Dunque si suda, si ha il battito accelerato, si freme ma non si riesce a ricondurre ad alcun tipo di sentimento la reazione che si sta provando.

Il difetto riscontrato nei circuiti di collegamento dell’amigdala con le altre aree cerebrali non è necessariamente innato ma una serie di ricerche hanno evidenziato che i trascorsi emozionali creati dai rapporti familiari nel periodo dell’infanzia sono collegati a questo disturbo.

Vivere un infanzia il più possibile equilibrata governata dall’affetto genitoriale, da esperienze emotive equilibrate pone le basi per la giusta interpretazione emozionale della persona.

Vediamo allora come i rapporti affettivi siano di estrema importanza nella vita di ognuno di noi e come le esperienze pregresse incidano in modo significativo sulla persona tanto da modificare i comportamenti e le aspettative future.

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