
INTERVISTA COMPLETA (spezzone da 1:28:26 a 1:39:32) https://www.raiplay.it/video/2025/10/FarWest—Puntata-del-24102025-79788735-fc50-406e-924a-d830b87d1add.html?wt_mc=2.www.cpy.raiplay_vid_FarWest.
Venerdì 24 ottobre ho avuto l’onore di partecipare a “FarWest”, la trasmissione di Rai 3 condotta da Salvo Sottile, in un servizio dedicato ai rischi legati ai trattamenti per la caduta dei capelli.
La puntata è iniziata con un reportage su quanti si recano in Turchia per sottoporsi a trapianti, ma si è presto concentrata su un tema che conosco molto da vicino: gli effetti collaterali della finasteride, un farmaco che può avere risvolti devastanti sulla salute psicologica, sessuale e cognitiva.
Durante l’intervista, Salvo Sottile ha introdotto la mia storia ricordando come io sia stato il primo in Italia ad aver raccontato pubblicamente la mia esperienza e ad aver scritto un libro sulla sindrome post-finasteride, “Nove anni al buio: la mia storia di lotta e resilienza”.
Un libro che non è solo la testimonianza di una sofferenza, ma il racconto di un viaggio di lotta, resilienza e rinascita.
Nel corso dell’intervista non ho potuto nascondere la mia commozione quando mi è stato chiesto se, nel 2017, avessi avuto istinti suicidari. Ho risposto di sì.
Perché quel periodo è stato davvero il punto più basso della mia vita: sentivo che la finasteride stava minando profondamente il mio sistema neurocognitivo e sessuale, alterando ogni aspetto della mia esistenza.
Ma oggi posso dire di essere totalmete guarito, sia sul piano sessuale che cognitivo e psicologico.
Una guarigione che non è arrivata all’improvviso, ma attraverso anni di dedizione, studio e consapevolezza.
Credo fermamente che uno dei pilastri del mio recupero sia stato l’allenamento fisico intenso, lo stesso che mi ha accompagnato per una vita intera come atleta agonista.
L’attività fisica, con i suoi effetti endocrini e neurochimici, ha contribuito a ripristinare la mia omeostasi sistemica, aiutando corpo e mente a ritrovare equilibrio. Un altro passo fondamentale è stato rimodulare la mia quotidianità, organizzando le giornate in base ai momenti migliori per la mia lucidità mentale.
Ho imparato a pormi obiettivi realistici, rispettando i miei ritmi e i miei stati d’animo, che a volte restano ancora un po’ altalenanti.
E poi c’è stata la scrittura: mettere nero su bianco la mia storia è stato difficile quanto necessario.
Scrivere Nove anni al buio è stata una sfida, ma anche una cura.
Mi ha permesso di trasformare la frustrazione in forza, il dolore in energia, e la paura in coraggio. Ho allenato anche il mio sistema cognitivo, eseguendo quotidianamente esercizi fisici mirati al miglioramento della memoria, della concentrazione e della velocità mentale — un vero e proprio “brain gym” personale. Tutto questo mi ha permesso di riconquistare me stesso e di ritornare il Francesco che ero.
Oggi porto avanti la mia testimonianza come cofondatore di Post-Medication Syndromes (www.PostMedicationSyndromes.org), un’organizzazione che si occupa di far luce sugli effetti iatrogeni post-farmaco come la sindrome post-finasteride (PFS), la disfunzione sessuale post-SSRI (PSSD) e la disfunzione sessuale post-retinoide (PRSD).
Il mio impegno è rivolto a sensibilizzare, informare e dare coraggio a chi ancora soffre in silenzio.
Raccontare la mia storia su Rai 3 è stato un momento di grande emozione, ma anche di profonda responsabilità.
Perché la verità, anche se scomoda, va detta, e solo condividendola possiamo evitare che altri vivano lo stesso buio.