Dal buio alla rinascita. La mia intervista a “FarWest” su Rai 3 con Salvo Sottile

 

 

Venerdì 24 ottobre ho avuto l’onore di partecipare a “FarWest”, la trasmissione di Rai 3 condotta da Salvo Sottile, in un servizio dedicato ai rischi legati ai trattamenti per la caduta dei capelli.
La puntata è iniziata con  un  reportage su  quanti  si recano in  Turchia per  sottoporsi a trapianti, ma si è presto concentrata su un tema che conosco molto da vicino: gli effetti collaterali della finasteride, un farmaco che può avere risvolti devastanti sulla salute psicologica, sessuale e cognitiva.

Durante l’intervista, Salvo Sottile ha introdotto la mia storia ricordando come io sia stato il primo in Italia ad aver raccontato pubblicamente la mia esperienza e ad aver  scritto un libro  sulla sindrome post-finasteride, “Nove anni al buio: la mia storia di lotta e resilienza”.
Un libro che  non è  solo  la  testimonianza di  una  sofferenza, ma  il racconto  di un viaggio  di lotta, resilienza e rinascita.

Nel corso dell’intervista non ho potuto  nascondere  la mia  commozione  quando mi è stato chiesto se, nel 2017, avessi avuto istinti suicidari. Ho risposto di sì.
Perché quel periodo è stato davvero il punto più  basso della mia  vita: sentivo  che la finasteride  stava minando profondamente il mio sistema neurocognitivo e sessuale, alterando ogni aspetto della mia esistenza.

Ma oggi posso dire di essere totalmete guarito, sia sul piano sessuale che cognitivo e psicologico.
Una guarigione che non è arrivata all’improvviso, ma attraverso anni di dedizione, studio e consapevolezza.
Credo fermamente che uno dei pilastri del mio recupero sia stato l’allenamento fisico intenso, lo stesso che mi ha accompagnato per una vita intera come atleta agonista.
L’attività  fisica,  con  i  suoi  effetti  endocrini e  neurochimici, ha contribuito  a  ripristinare  la  mia  omeostasi sistemica, aiutando corpo e mente a ritrovare equilibrio. Un altro passo  fondamentale è  stato  rimodulare la mia quotidianità, organizzando le giornate in base ai momenti migliori per la mia lucidità mentale.
Ho imparato a pormi obiettivi realistici, rispettando i miei ritmi e i miei stati d’animo, che a volte restano ancora un po’ altalenanti.
E poi c’è stata la scrittura: mettere nero su bianco la mia storia è stato difficile quanto necessario.
Scrivere Nove anni al buio è stata una sfida, ma anche una cura.
Mi ha permesso di trasformare la frustrazione in forza, il dolore in energia, e la paura in coraggio. Ho allenato anche il mio sistema cognitivo, eseguendo quotidianamente esercizi fisici mirati al miglioramento della memoria, della concentrazione e della velocità mentale — un vero e proprio “brain gym” personale. Tutto questo mi ha permesso di riconquistare me stesso e di ritornare il Francesco che ero.

Oggi porto avanti la mia testimonianza come cofondatore di Post-Medication Syndromes (www.PostMedicationSyndromes.org), un’organizzazione che si occupa di far luce sugli effetti iatrogeni post-farmaco come la sindrome post-finasteride (PFS), la disfunzione sessuale post-SSRI (PSSD) e la disfunzione sessuale post-retinoide (PRSD)
Il mio impegno è rivolto a sensibilizzare, informare e dare coraggio a chi ancora soffre in silenzio.

Raccontare la mia storia su Rai 3 è stato un momento di grande emozione, ma anche di profonda responsabilità.
Perché la verità, anche se scomoda, va detta, e solo condividendola possiamo evitare che altri vivano lo stesso buio.

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