Il nostro sistema emozionale

Alla base della nostra esistenza ci sono le sensazioni, emozioni e stati d’animo che abbiamo vissuto e che viviamo in ogni istante della nostra vita. Sono un qualcosa di intangibile che si ripercuote però prepotentemente sulla nostra vita condizionando il presente e soprattutto il futuro. Ma come si propagano nel nostro cervello? Come prendono vita? Ma soprattutto quali sono i centri deputati alla decodifica di tali emozioni?

Fulcro centrale del sistema emozionale è rappresentato dal tronco encefalico dove si hanno le massime interazioni tra tutti i principali neurotrasmettitori. E’ come se fosse il distributore di energia elettrica che la propaga a tute le zone interessate.

Più in alto troviamo la maggiore ghiandola endocrina (che produce ormoni) del nostro corpo che prende il nome di ipotalamo. Da qui partono una serie di connessioni con una zona chiamata Sistema Limbico che rappresenta il nostro sistema emozionale.

Lambendo  il tronco dell’encefalo, questa parte raccoglie i dati emozionali e dialogando con la corteccia prefrontale fa scaturire delle risposte fisiologiche avvalendosi dell’ipotalamo.

Quest’ultima ghiandola dunque rappresenta l’organo esecutivo, il sistema limbico quello legislativo e la corteccia prefrontale quello giudiziario.

 

Il sistema limbico è costituito da varie parti ed ognuna in continua interazione ed è proprio l’ippocampo ad essere la zona deputata alla memoria e alla formazione dei nuovi ricordi  tramite la neurogenesi di nuove cellule.

Parte del lobo temporale, è considerata fetta importante del sistema limbico. E’ coinvolto più nella registrazione e nella comprensione dei ricordi che come parte attiva nelle reazioni emotive.
La sua principale funzione sta nel restituire un ricordo ricco di particolari del contesto, essenziale per il significato che diamo ad una emozione; è l’ippocampo che riconosce il diverso significato!

Per esempio quando riconosciamo un personaggio famoso visto in televisione in altre circostanze come ad esempio al bar o all’edicola sotto casa.

Per così dire l’ippocampo ha la funzione di ricordare gli avvenimenti cosi come sono mentre l’amigdala ne imprime e ne risalta l’atmosfera e la sensazione emozionale.

Quest’ultima è il vero e proprio centro emozionale d’eccellenza determinante anche per formazione della memoria e per il funzionamento cognitivo. Viene coinvolta  quando riceviamo un premio o una soddisfazione e con il collegamento col talamo e ipotalamo scarica a livello ormonale reazioni corporee. È implicata anche quando prendiamo una scelta e dunque decisioni, giudizi ed emozioni sono strettamente interconnesse.

Ippocampo e amigdala si avvalgono come ho già spiegato dell’ipotalamo, ghiandola con potere esecutivo perche deputata a trasformare la salienza delle emozioni e dei pensieri in risultati fisici e concreti dal punto di vista delle reazioni fisiologiche.

Quando elaboriamo un pensiero che turba il  nostro stato d’animo e dunque il nostro tono emozionale (positivo o negativo che sia) è proprio l’ipotalamo tramite l’ipofisi (altra piccola ghiandola endocrina) che attraverso i neuroormoni ci fa battere il cuore, aumentare o diminuire la sudorazione, incrementare gli atti respiratori ecc…

Come vediamo siamo il risultato di continue interazioni e aggiustamenti tra pensieri, emozioni e stati d’animo che condizionano continuamente le nostre azioni e le scelte future.

 

Intelligenza Emotiva, D. Goleman, ed. CDE, Milano
2. Psicologia – Fisiologia, Francis Leukel, ed. Zanichelli, Bologna
3. Neorofisiologia Umana, Arthur C. Guyton, ed. Il Pensiero scientifico, Roma

  1. Bottaccioli, Psiconeuroendocrinoimmunologia: i fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata, Milano 1995, 20052.

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