Valentina
38 anni - Pubblicitaria

Valentina è una ragazza che si allena da svariati anni e possiede notevoli punti di forza.
Uno dei quali è l’amore. Amore che riversa anche e soprattutto nello sport.
È sempre stata caparbia nell’allenamento e nella sala fitness, pur non avendo un programma di allenamento specifico, si cimentava sempre in esercizi duri e protratti nel tempo con ferrea forza di volontà e “voglia di riuscire”.
Questa voglia è una forte motivazione ma deve essere incentrata su degli obiettivi concreti al fine di mantenere viva la motivazione che ci spinge all’azione.Molte volte infatti pensiamo, come è accaduto a lei, che abnormi sacrifici siano sempre ricompensati da soddisfazioni.
Dopo essermi avvicinato a lei con i dovuti modi per chiarirle il fatto che molto spesso quel che noi consideriamo allenamento, non solo è distruzione muscolare ma anche psicologica, la sua visione di attività fisica cambiò, ottimizzando le sessioni allenanti, tempo di recupero e tempo per sé stessa.
I risultati in termini di performance atletica e salute generale non ci fecero attendere con la differenza che ora lei definisce l’allenamento che le ho proposto come un’opportunità che ha migliorato principalmente la sua capacità di affrontare problematiche e trovare soluzioni, accogliendo quei spunti riflessivi utili a porsi nuove sfide per tendere all’autorealizzazione.

Mauro
32 anni - Imprenditore

Ricordo un ragazzo muscolarmente molto forte, con buon trofismo muscolare e sempre impegnato al cellulare. Mi domandai. “per essere così impegnato e riuscire a trovare il tempo per allenarsi, vuol dire che è ben consapevole dei benefici dello sport”.
Una cosa era strana però… non riusciva mai a terminare (o a stento) le sessioni di allenamento in quanto molto spesso troppo lunghe e l’affaticamento era davvero importante.
Ciò nonostante continuava ad allenarsi e a dare il tutto per tutto senza risparmiarsi incentrandosi più sul volume dell’allenamento che sull’intensità con cui avrebbe dovuto allenarsi. Il super affaticamento muscolare come detto era prevedibile e scontato ma ciò che minimamente non si pensava era che anche l’efficienza cognitiva ne avrebbe risentito per via dell’eccessivo stress. Infatti col passare del tempo i risultati divenivano pian piano inversamente proporzionali al tempo dedicato all’allenamento strenuo. Così facendo poteva avvilupparsi nel paradigma sbagliato: “forse mi alleno troppo poco, devo fare di più”e così all’infinito. Nei mesi avvenire vedevo che era sempre più attratto dalla mia filosofia di allenamento incentrata sul recupero fisiologico, sull’alta intensità e sul minimo volume allenante. Quando abbiamo iniziato un nuovo percorso Mauro era visibilmente stanco, abbastanza demotivato e con ridotta performance cognitiva da utilizzare in ambito lavorativo. Soprattutto in quel periodo stava affrontando un cambio di lavoro importante che avrebbe potuto stravolgere in meglio la sua vita. Gli chiesi.” E se considerassimo l’allenamento una formula in grado di aiutarci ad eccellere soprattutto psicologicamente per essere più propositivi ed efficienti?”. Iniziammo un percorso che tutt’ora prosegue tenendo conto delle sue difficoltà di tempo per allenarsi in palestra ottimizzando gli allenamenti della durata di 25 minuti 3 o 4 volte a settimana. Ora ha tempo per dedicarsi a se stesso, al suo lavoro mantenendo un ottimo work-life balance.

Alessandro
35 anni - Impiegato amministrativo

Un caro amico lo conobbi proprio mentre si accingeva a fare una serie alla lat machine ma non aveva un programma definito di come, quando e soprattutto perchè allenarsi.
Mi rendevo solo conto che sollevava i pesi senza alcun criterio logico se non quello del “più fai e meglio è”. Col tempo e con le dovute presentazioni e conversazioni capisco che il suo obbiettivo era quello di tonificare migliorando il suo rapporto massa grassa massa magra.
Quel che viene subito in mente quando si parla di aumentare il trofismo e diminuire di grasso è di allenarsi pesantemente coi sovraccarichi e poi dedicarsi una mezzora o più sui macchinari cardiofitness per ottimizzare la lipolisi in quanto prima si sono depletati sufficienti quantità di carboidrato.
Sempre di più però non si tiene conto del volume di stress eventuale che un tipo di allenamento protratto per più di un ora può portare, soprattutto se già l’allenamento coi pesi è stato sufficientemente intenso.
Purtroppo siamo sempre più incentrati sul fatto che in palestra si stacca la spina, non considerando che invece, con appositi programmi di allenamento, la spina si può e si deve riattaccare.Avendo a disposizione una persona il cui lavoro lo assorbe particolarmente e lo obbliga ad essere pronto ed efficiente cognitivamente, siamo arrivati alla conclusione che ottimizzare il tempo delle sedute doveva avere la prioritàma senza intaccare gli eventuali risultati sperati; anzi accrescerli anche dal punto di vista psicologico. Avendo anche la possibilità di svincolarsi dall’ambiente sportivo riesce a mantenere il suo stato di forma psico-fisico anche al di fuori.

Gianluca
27 anni - Artigiano

Ricordo che Gianluca si allenava in sala pesi eseguendo sessioni lunghe di allenamento tanto che dovevo trovare ad ogni costo il modo di avvicinarmi a lui per ascoltare i suoi obiettivi e capire se aveva un percorso organizzato. Era una tra le molte persone che insieme alla volontà di incrementare il trofismo muscolare c’era anche tanta confusione su cosa fosse realmente l’allenamento. Si affidava puntualmente alla regola: più mi alleno e meglio è. Prima o poi uscirà qualcosa fuori. E se consideriamo che inizialmente si possono notare piccoli miglioramenti, nel corso del tempo bisogna prestare molto più attenzione a quanta intensità viene utilizzata nello svolgimento degli esercizi ma soprattutto al recupero tra gli stessi. Viveva un periodo rivoluzionario dal punto di vista lavorativo e vedendo il modo in cui intendevo l’allenamento e ciò che spiegavo ripetutamente agli allievi, si presentò e iniziammo un percorso insieme. Anche se il suo obiettivo era la crescita muscolare ho dovuto radicare in lui il concetto che tutto ruota su specifici ormoni e relativi asseti che se non sufficientemente stimolati o al contrario eccessivamente prodotti, non solo non avrebbe avuto soddisfazioni ma anche ripercussioni psicologiche e immunitarie. Ora il tempo massimo di allenamento di Gianluca è di 30’ e vi assicuro che i risultati sono sbalorditivi dal punto di vista muscolare, percentuale massa grassa ma soprattutto dal punto di vista psicologico. L’allenamento che conduce potrebbe praticarlo ovunque rispettando alcuni criteri.

Stefania
33 anni - Consulente aziendale

Una ragazza con forte vitalità e speranza. Il suo obiettivo era quello di emergere in campo lavorativo anche se non era ancora sicura che tipo di lavoro volesse intraprendere. Inizialmente cercava nell’allenamento un modo per dimagrire e sentirsi meglio conoscendo comunque i benefici che il movimento era in grado di dare. Come molto spesso accade, chi si allena sente di giovare dell’esercizio fisico e si sente appagato per quello che fatto. Uno spunto di riflessione che è emerso durante i lunghi allenamenti di Stefania è stato quello di utilizzare quanto l’esercizio fisico le provocava dopo essersi allenata.
Questa riflessione è avvenuta solamente dopo aver analizzato il percorso di allenamento di Stefania constatando quanto eccessivamente era duro il suo lavoro muscolare. Se da un lato la sua vitalità la aiutava a identificare la sua vocazione, l’eccessivo stress continuo sulle macchine cardiofitness, rallentava tale processo psicologico. Riducendo l’attività fisica a circa 30 minuti per 3 o 4 volte a settimana svolgendola non necessariamente in luoghi attrezzati, Stefania ha avuto la possibilità di iniziare un percorso di autocoaching e allenamento strutturato per riflettere sulla sua concezione di felicità e beneficiare di quello sprint neuroormonale che prima non poteva avere.
Ha identificato il suo vero sogno lavorativo, ha pianificato come introdursi in quel campo, ha aumentato la cura della propria persona ed ora è una bravissima consulente aziendale.

Matteo
35 anni - Imprenditore

Lo conobbi in sala pesi nel mese di Luglio del 2015. Un ragazzo sprintoso pieno di vitalità con l’intento principale di non perdere peso ma di tonificare e stare in salute a livello generale. Conosce molto bene ciò che l’allenamento può restituire in termini di performance atletica e di benessere in quanto molto predisposto per l’attività fisica e cosciente dei miglioramenti. E’ un ragazzo altamente attivo e con molti interessi e giustamente  l’ottimizzazione del tempo per lui, era una grande priorità da rispettare pena il suo abbandono dalla palestra.
Matteo  ha un orientamento all’eccellenza lavorativa non indifferente e questo grosso parametro era da tener bene in considerazione, soprattutto per il fatto che non sapeva che una specifica sessione allenante, con apposti tempi di recupero e una data intensità, avrebbe potuto migliorare il suo approccio lavorativo e la motivazione con cui lo faceva.
Allenandosi anche al di fuori dal contesto del centro sportivo (a casa o ovunque lui volesse) ha ottenuto dei risultati estetici e psicologici notevoli, sfruttando il tempo dopo uno specifico allenamento e i suoi Top Momentgiornalieri per creare originali soluzioni a problematiche quotidiano o a formulare obiettivi sempre più sfidanti.
Ora è libero di decidere se essere vincolato ad un centro sportivo o alternare le sedute di allenamento all’aperto o in qualsiasi luogo, ottimizzando il tempo e i risultati.

Antonella
60 anni - Impiegata di banca

Antonella si è avvicinata allo sport inizialmente per problemi di postura (ha infatti una leggera ipercifosi) e per mantenersi in forma. Non aveva e non ha tutt’ora problemi di massa grassa ed ha un’ottima composizione corporea. La sua paura era quella, forse al contrario della maggior parte delle persone, di calare di peso corporeo. Nel proseguo dei suoi allenamenti abbiamo constatato insieme che si adattava velocemente agli esercizi a tal punto da far subentrare in lei un senso di noia, calo motivazionale nonché scarsa risposta fisiologica. Ha una spiccata felicità dell’essere che tradotto significa felicità nel coltivare i propri interessi, prendersi cura di se amando il fatto di ritagliarsi del tempo per riflettere e pensare sui suoi obbiettivi di vita.
E’ stata una delle prime persone ad aver capito il senso dell’allenamento e di come questo possa essere svolto anche in ambienti diversi dalla palestra rispettando tempi, criteri di intensità e riposo fisiologico. Notevole è stata la sua consapevolezza di quando dopo l’allenamento proposto si sia accorta che è possibile ottenere tutto il benessere psico-fisico (estetico e psicologico)non incrementando il volume della sessione allenante ma riducendolo. Passando il “periodo critico” per tutte le donne (periodo menopausale) si è resa conto come l’allenamento debba racchiudere tutte le caratteristiche metaboliche affinché si possa usufruire di tutti i benefici ormonali, senza l’ausilio di un personal trainer!
L’attivazione neurogena prodotta dopo l’allenamento ha suscitato in lei nuovi spunti riflessivi e nuovi obiettivi di vita.

Samuel
45 anni - Impiegato di banca

Iniziammo a conoscerci meglio quando mi accorsi che, a differenza di molte altre persone che si allenano in modo poco programmato, era solito elaborare un interessante programma di allenamento a corpo libero dimenticando però quasi esclusivamente i sovraccarichi. E quando parlo di sovraccarichi non parlo necessariamente di manubri e bilancieri pesanti ma di resistenze adeguate per stimolare efficientemente i muscoli e intensificare l’allenamento. Sono ottimi gli esercizi a corpo libero ma ciò che una resistenza equilibrata può apportare non è sicuramente da sottovalutare. Se i pesi si usano non vuol dire che sono esclusivamente riservati ai Body Builder…anzi in varie discipline atletiche il carico migliora le performance del gesto in vari sport. La virtù di Samuel che spicca maggiormente, con tutte le potenzialità collegate, è quella della giustizia. Ragazzo molto serie e ben educato col quale sono entrato subito in empatia (forse perchè siamo dello stesso segno del Leone… chissà) e di fiducia reciproca. Iniziammo ad apportare qualche modifica sul suo protocollo di allenamento libero per introdurre anche qualche sovraccarico in modo da scardinare lo stallo che in quel momento stava passando. La fase di stallo subentra in ogni allenamento e il miglior modo per evitarlo è mantenere alti gli incrementi ormonali con stimoli nuovi e intensità medio-alte.Dovevo però lottare con la sua paura di ipertrofizzare troppo i suoi muscoli cosa da lui non gradita. È riuscito ad ottenere grandi risultati in poco tempo organizzando il lavoro muscolare e aerobico nell’arco di 25’ guadagnando forza, trofismo e un buon bilanciamento massa grassa\magra.Gli ho proposto un programma che è in grado di gestire in maniera autonoma e autosufficiente rendendolo consapevole che l’allenamento non finisce quando termina ma continua con quello psicologico.

Ennio
40 anni - Libero professionista

Ennio è stato uno dei primi ragazzi che conobbi con una grande volontà nel prendersi cura della propria persona organizzando il suo lavoro in base ai giorni che si allenava.
Ricordo che identificava nell’allenamento un modo per scaricarsi dopo una giornata colma di impegni e che aveva bisogno di non pensare alle cose che avrebbe dovuto affrontare il giorno seguente. In definitiva allenarsi voleva dire per lui allontanare i problemi che comunque doveva risolvere. Sappiamo tutti che certe cose se non si risolvono, prima o poi ci si ripresentano davanti fin quando non decidiamo di prenderle di petto. Una grande potenzialità di Ennio è l’umiltà e dunque la capacità di chi si ha di riconoscere i propri punti di forza ma anche i limiti e apprezzare se stesso per quello che è. Questa sua consapevolezza è stata in grado di aiutarlo nel momento in cui abbiamo iniziato un percorso di allenamento incentrato sull’alta intensità e sull’ottimizzazione dell’allenamento in termini di risultati e tempo. Se all’inizio era convinto che lunga durata fosse uguale a risultati certi, brevemente capii che era il contrario ma soprattutto che dopo l’allenamento proposto si arriva una finestra nella quale era possibile concepire nuove idee e soluzionia problemi che necessariamente avrebbe dovuto affrontare. E allora perché non pensarci quando il flusso ormonale generato era propizio?
Secondo questa filosofia, sorretta da un apposito programma, Ennio ha concepito sempre più idee originali per il suo lavoro ricercando da quel giorno in poi, spunti creativi per migliorare la sua vita.

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